Eventi e Manifestazioni

Di seguito il calendario dei prossimi eventi e manifestazioni a Soncino.
Puoi consultare l'archivio delle manifestazioni passate cliccando qui.
GRUPPO DECA
24 SETTEMBRE
GRUPPO DECA
TRANSUMANZA
1 OTTOBRE
TRANSUMANZA
ADRIANA PULLIO
3 SETTEMBRE 2022
ADRIANA PULLIO

Si apre Sabato 3 settembre presso il Museo della Stampa Centro Studi Stampatori Ebrei di Soncino - una interessantissima esposizione artistica di opere di Adriana Pullio che sarà possibile visitare fino al 25 settembre 2022.

 La mostra “Le narrazioni geometriche” Opere di Adriana Pullio è curata dal critico Andrea Barretta di Brescia.

Adriana nasce a Luino (VA) nel 1943, si trasferisce nel 1953, con la famiglia a Milano, dove consegue il diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera.

Insegna disegno e storia dell’arte per oltre trentacinque anni.

Vive l’ambiente culturale e artistico dei Navigli negli anni sessanta e settanta frequentando tutti gli artisti che in quegli anni avevano la loro base a Milano fucina di idee che segneranno gli anni successivi.
Ha vissuto la diatriba tra astrattismo e realismo figurativo in contrasto con l’informale e l’astrattismo geometrico.

 La mostra si compone di una cinquantina di opere, alcune stampe addirittura realizzate dall’artista agli inizi della carriera quando era ancora studentessa e  dipinti gli ultimi realizzati nel 2022.

 Scrive il critico Andrea Barretta:

 L’arte è cominciata così, con un segnale o impronta sul terreno, oppure con una linea tracciata sulla parete di una grotta. Abbozzata, schizzata, tratteggiata, tanto che questo già prefigurava un pensiero ideale come atto creativo. Sicure, le sue, quelle di Adriana Pullio, in una sorta di oggettivismo minimalista con valenze ermetiche di delicati lavori dalle inaspettate alchimie. E descrive continue geometrie nell’astrarre invenzioni. Semplicemente linee … eppure danno il respiro dell’arte a scandire cultura, “a suggerire impianti narrativi - scrive il critico d’arte Andrea Barretta - come vasi comunicanti che rimarcano ambienti designati da un’artista che ha sempre avuto ben chiara una meta nella fedeltà a un astrattismo del limite tra ciò che vediamo e sentiamo e ciò che riusciamo a immaginare”.

Adriana Pullio ama i colori. È palpabile. E li accosta uno all’altro tra rossi e blu o verdi e aranci, per vederli assieme tra campiture geometriche e linee in tagli cromatici che si fanno epidermide. E usa la linea. Altrettanto evidente. Ora minuta ora a delineare lo spazio di un quadrato o di un rettangolo, ora centrale, ora a fare da prospettiva in un rimando ad altre sequenze che si succedono una all’altra. Che sono confini cui giungere per esplorare l’oltre, quasi fessure come orizzonti cui guardare nel limite che non è mai barriera ma estremità come demarcazione. E poi la luminosità tra addossamenti nitidi, come manifestazione del racchiuso di tele in allungamenti spaziali d’insiemi accordati come in uno spartito.

 L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 25 settembre 2022 secondo gli orari del Museo della Stampa: dal Martedì al Venerdì dalle ore 10,00 alle ore 12,30, Sabato Domenica e Festivi dalle ore 10,00 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18,00; nei giorni feriali è possibile, su prenotazione, la visita anche il pomeriggio dalle 14,30 alle 17,30 telefonando allo 0374 83171 o scrivendo a: info@museostampasoncino.it.

                                                                                      MUSEO STAMPA SONCINO

                                                                                               Giuseppe Cavalli          

CONCORSO DI PITTURA F. GALANTINO
11 SETTEMBRE 2022
CONCORSO DI PITTURA F. GALANTINO

61° Premio di Pittura Francesco Galantino

 Soncino (CR), Piazza del Comune - Domenica 11 Settembre 2022

 Domenica 11 Settembre 2022 a Soncino si svolgerà il 61° Premio di Pittura Francesco Galantino.

Come da tradizione la manifestazione si svolge la seconda domenica di settembre, in occasione della Sagra del Paese.

 Il premio di Pittura ha una lunga storia, venne organizzato per la prima volta intorno agli anni sessanta dal Prof. Enea Ferrari e dalla Scuola di Disegno da lui diretta.
Allora erano numerosi i pittori partecipanti, tra i quali molti allievi della stessa Scuola, che, in occasione della Sagra, aderivano al concorso. Alla scomparsa del Prof. Enea la Pro Loco la inserì, a partire dal 1968, fra le attività legate al "Settembre a Soncino".

Il premio è dedicato a Francesco Galantino, storico locale che fu anche un buon pittore.

 Il tema del concorso è “Soncino: i Paesaggi, i Monumenti ed i suoi Personaggi Storici”.

L’evento mira a promuovere la cultura e le tradizioni legate ai luoghi, all’architettura ed ai personaggi che hanno fatto la storia della città di Soncino.

 Al concorso possono cimentarsi tutti gli artisti, da quelli già affermati ai semplici dilettanti, senza limiti di età, che si ispireranno alle bellezze naturali, agli angoli più suggestivi, alle Ville ed alle strade della città, seguendo interpretazioni e sensazioni strettamente personali.

Ogni artista può partecipare al premio con un’opera pittorica in piena libertà stilistica e tecnica e su qualsiasi supporto. Le opere dovranno essere di formato non inferiore a cm 50x40 ed incorniciate.

Per poter partecipare le tele (o qualsiasi materiale che i partecipanti intendano impiegare) dovranno essere timbrate presso la sede dell’Associazione Pro loco, in Via Della Stampa, 4 (nello stesso immobile dove ha sede il Museo della Stampa).- Martedì, Mercoledì e Venerdì dalle 9,30 alle 12,30-Giovedì 9,30-12,30 e 14,30-19,00-Sabato 9,30-12,30 e 14,30-19,00-Domenica 8,00-12,00.

Ogni pittore avrà diritto alla timbratura di 2 tele (una sola obbligatoriamente in concorso).

 Il termine per la consegna delle opere è fissato tassativamente entro le ore 16.00 di Domenica 11 Settembre, presso la Piazza del Comune.

 Dopo la consegna, le opere ammesse all’esposizione saranno valutate da una Giuria che emetterà un giudizio insindacabile.

 La proclamazione dei vincitori e la relativa premiazione avranno luogo lo stesso giorno al termine dei lavori della Giuria.

 

Il montepremi del concorso è suddiviso in cinque fasce: primo premio 600 €, secondo premio 400 €, terzo premio in palio 350 €, quarto classificato 300 €, quinto premio 200 €. 

Ormai da consuetudine, verrà allestita, sempre nella Piazza del Comune, una mostra di quadri dal tirolo"Nuova Alba"realizzati da Giulio Gandolfo  e Strinati Lucia , in collaborazione con gli ospiti della Fondazione Soncino Onlus.

La mostra andrà ad arricchire questa 61° edizione del Premio di Pittura Francesco Galantino e vuole essere un’esortazione ad andare al di là delle apparenze e toccare con mano le cose e le persone senza paura di incontrare e di confrontarsi con le diversità.

 .

In caso di maltempo tutta la manifestazione si sposterà presso le sale dell’Ex Filanda Meroni, in via Carlo Cattaneo, 1.

 

Per informazioni circa il regolamento e gli orari della timbratura tele:

 

Pro loco Soncino APS, via Della Stampa 4 – 26029 Soncino (CR)
Tel. 0374/84883

www.prolocosoncino.it
info@prolocosoncino.it

                                                                                                                        Il Presidente

                                                                                                                        Pervinca Pedrini

ALCHIMIA
8 SETTERMBRE 2022
ALCHIMIA
CARAVAL  SPETTACOLI
24 LUGLIO 2022 CREMA
CARAVAL SPETTACOLI
MULINI MACINA CULTURA
23 LUGLIO 2023
MULINI MACINA CULTURA
ALCHIMIA
GIUOVEDI' 28 LUGLIO 20322
ALCHIMIA
L'EX LIBRIS NELLA DIVINA COMMEDIA
16 LUGLIO 2022
L'EX LIBRIS NELLA DIVINA COMMEDIA

ASSOCIAZIONE ITALIANA EX LIBRIS

"L'A.I.E.L., NATA NEL 1986 SENZA SCOPO DI LUCRO HA LO SCOPO DI PROMUOVERE E SVILUPPARE LA DIFFUSIONE DELL'EX LIBRIS, OVVERO UN’ETICHETTA PERSONALIZZATA CON UN DISEGNO NON NECESSARIAMENTE ARTISTICO E CHE PORTA INCISO IL NOME E IL COGNOME DEL TITOLARE DI UNA RACCOLTA DI LIBRI.
L’ASSOCIAZIONE PROMUOVE  L’EX LIBRIS NELLE SUE DIVERSE TECNICHE INCISORIE E DELLA PICCOLA GRAFICA, MEDIANTE L'ESERCIZIO DI ATTIVITÀ CULTURALI ED ARTISTICHE E DELLA PUBBLICAZIONE E DIFFUSIONE DELLA RIVISTA "L'EX LIBRIS ITALIANO".

NEL TEMPO LA CONCEZIONE DELL'EX LIBRIS SI È MODIFICATA. OGGI ALLA FUNZIONE ORIGINARIA DI CONTRASSEGNO DI PROPRIETÀ LIBRARIA SI È SOSTITUITA QUELLA DI “PICCOLA GRAFICA D'ARTE DEDICATA”, 

L’ASSOCIAZIONE FRA LE ALTRE INNUMEREVOLI MANIFESTAZIONI HA PARTECIPATO AL MEMORIALE DEL SETTECENTESIMO ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI DANTE ALIGHIERI NEL 2021 NEL COMUNE DI BODIO LOMNAGO

SI TRATTA DI UNA MOSTRA DI artisti nazionali ed esteri  che hanno partecipato AL CONCORSO INTERNAZIONALE DI EX LIBRIS ORGANIZZATO NEL CORSO DEL 2021 DALLA ASSOCIAZIONE ITAIANA EX LIBRIS E DALLA BIBLIOTECA COMUNALE DI BODIO LOMNAGO (VA), CON IL PATROCINIO DI REGIONE LOMBARDIA, PROVINCIA DI VARESE E FONDAZIONE COMUNITARIA DEL VARESOTTO.
LA MOSTRA E' STATA INSERITA NELL'ELENCO UFFICIALE DELLE CELEBRAZIONI DANTESCHE REDATTO DAL COMITATO "DANTE 2021", ISTITUITO PRESSO IL MINISTERO DELLA CULTURA.

IL CONCORSO ERA APERTO AD ARTISTI AFFERMATI ITALIANI E STRANIERI, OLTRE CHE AGLI STUDENTI DELLE SCUOLE ED ALLE ACCADEMIE D'ARTE DI TUTTO IL MONDO. LE OPERE ESPOSTE SONO STATE TUTTE REALIZZATE CON LE TECNICHE CLASSICHE DELL'INCISIONE (CALCOGRAFIA, XILOGRAFIA E LITOGRAFIA). IL CORPO DELLA MOSTRA SI COMPONE DI OLTRE 120 GRAFICHE, RIPRODOTTE IN ALTA QUALITA’.

LA MOSTRA E’ STATA INAUGURATA UFFICIALEMNTE LO SCORSO MESE DI OTTOBRE NELLA CORNICE DEL GRAND HOTEL PALACE DI VARESE, DURANTE IL MEETING BIENNALE DELL’EX LIBRIS, E SUCCESSIVAMENTE ESPOSTA IN DIVERSE LOCALITA’ PRESTIGIOSE IN ITALIA E IN EUROPA (GAETA, FREDERIKSHAVN, VELIKO TARNOVO, VARNA) E IN AUTUNNO SARA’ VISITABILE PRIMA A BURGAS E SUCCESSIVAMENTE A PALERMO, PRIMA DI CONCLUDERE IL TOUR A SINT NIKLAAS AL MUSEO EUROPEO DEL’EX LIBRIS.

 E’ CON GRANDE SODDISFAZIONE CHE RIUSCIAMO AD ESPORRE QUESTA SERIE DI 88 OPERE NELLE SALE DEL MUSEO DELLA STAMPA DI SONCINO E PER QUESTO DEVO RINGRAZIARE IL SEGR. DELL’ASSOCIAZIONE DR. MARCO FRANZETTI E LA PRESIDENTE DR.SSA  ANTONELLA MENSI

GIUSEPPE CAVALLI

 

MATTEO SALVATTI
2 LUGLIO 2022
MATTEO SALVATTI

MATTEO SALVATTI

 

Nasce a Orzinuovi nel 1982.

Maturità scientifica e laurea in storia dell’arte (110/110) e in storia delle religioni (110/110). Vive in Franciacorta. Vincitore di premi letterari nazionali, è editore e fondatore della casa editrice Omnia, giornalista, direttore di testate giornalistiche e fin da giovanissimo ha collaborato con riviste nazionali: da Donna Moderna al mensile di Famiglia Cristiana Jesus, al Timone. E’ autore di libri presentati e recensiti in tutta Italia. L’ultimo, di poche settimane fa, con Sugarco: “Ci tenevo a precisare”. I suoi aforismi sono stati inseriti dal “Corriere della Sera” nella rubrica degli autori più rappresentativi del ‘900.

SILVANA LUNETTA
25 GIUGNO 2022
SILVANA LUNETTA

Sabato 25 giugno presso il Museo della Stampa di Soncino alle ore 18,00 verrà inaugurata la mostra di Silvana Lunetta: “Incidere l’informale”, con presentazione del critico d’arte Andrea Baretta.

Silvana Lunetta nasce nel 1946 a Caltanissetta. Si trasferisce a Brescia nel 2012.

Docente del secondario, ha promosso l’arte terapia per i ragazzi diversamente abili.

 Ha seguito corsi di incisione presso la Scuola Internazionale di Grafica di Venezia, con Riccardo Licata e corsi di ceramica a Firenze e a Faenza, dove ha approfondito la tecnica del Raku.

Inizia la sua attività espositiva nel 1975 a Caltanissetta. Ha tenuto numerose collettive e personali in Italia e all’estero. Nel 2003 ha ricevuto il premio “Fiori di Sicilia”.

Sue opere si trovano in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.
Nel 2013, ha ricevuto dalla Fondazione Civiltà Bresciana il premio Giannetto Valzelli per l’Arte.

Scrive il critico d’arte Andrea Baretta:

Una mostra retrospettiva che riprende una delle tappe principali della sua lunga esperienza artistica: il disegno e l’incisione. Un percorso intrapreso negli anni Settanta del Novecento attraverso lo studio dell’arte arrivando a risultati, nella pittura, che a loro volta hanno condotto a un linguaggio espressivo nuovo, quale metafora di una ricerca esistenziale. Anziché l’immagine ecco allora la forza ideativa e culturale che vede la migrazione verso diversità di definizioni su tracce a volte enigmatiche, tra segni in grado di evocare pulsioni che danno la stura a un’altra rappresentazione autonoma seppur riconducibile all’informale.

Silvana Lunetta ha inciso l’intreccio dell’essere e dell’agire che incontrano l’inconscio - in quell’art informel definita dal critico francese Tapié - in risultati fissati su lastre e fogli di carta che dal torchio divengono palcoscenico che ci fa quasi vedere l’artista all’opera. “Sono magma di energie primordiali, in un neospazialismo – scrive il critico d’arte Andrea Barretta - che alla natura fa riferimento, tra rocce e tronchi d’alberi, che Lunetta suscita in una visione di superfici che si perdono nella profondità percettibile non concettuale di un’arte pragmatica, a riprodurre sensazioni e paesaggi della sua Sicilia nei primordiali segni all’acquaforte e puntasecca o in alcuni disegni a china”.

La sua prima esposizione risale al 1975, cui seguirà proprio la pratica con la calcografia alla Scuola Internazionale di Grafica di Venezia (dove esporrà nel 1992) con i maestri Riccardo Licata e Nicola Sene. Mentre oggi sta in una sperimentazione continua, e va per una sua strada in rapporto all’arte, non provocatoria per attirare attenzione ma sostanza creativa per esprimersi in modo personale nell’evocare la semplicità di un’armonia che caratterizza un cantico all’indefinito … e si nutre di significante estetico.

 

Per informazioni:

 

Pro loco Soncino - APS Via Della Stampa, 4 – 26029 Soncino (CR) Tel. 0374/84883
Museo della Stampa - Centro Studi Stampatori Ebrei Soncino, Via Lanfranco 6/8 –
26029 Soncino (CR) Tel. 0374 83171 facebook @museostampasoncino
www.museostampasoncino.it – info@museostampasoncino.it                                                                                     

 

LUISELLA DELL'ACQUA MOSTRA DI INCISIONI
28 MAGGIO
LUISELLA DELL'ACQUA MOSTRA DI INCISIONI

COMUNICATO STAMPA

 Mostra itinerante “Il SEgno”

Si apre il 28 Maggio - presso il Museo della Stampa Centro Studi Stampatori Ebrei di Soncino - una interessante esposizione artistica con una sessantina di opere di Luisella Dell’Acqua, che sarà possibile visitare fino al 19 giugno 2022.

 La mostra itinerante “Il SEgno. Opere di Luisella Dell’Acqua”, curata da Claudia Corti, Angelo  Piazzoli e Tarcisio Tironi era stata esposta dal 22 maggio al 13 giugno 2021 presso il MACS - Museo d’Arte e Cultura Sacra di Romano di Lombardia, in collaborazione con Fondazione Credito Bergamasco.

Fondazione Creberg da oltre dieci anni ha ideato e realizzato un articolato progetto culturale che ha come obiettivo la sensibilizzazione del pubblico, attraverso esposizioni artistiche itineranti che approfondiscono tematiche profonde riguardanti la persona umana e l’ambiente circostante, collaborando con artisti contemporanei ai quali offre opportunità espositive in una logica di integrazione e valorizzazione a fini culturali.

Come aveva spiegato Angelo Piazzoli, Presidente di Fondazione Creberg, “nelle suggestive incisioni di Luisella Dell’Acqua troviamo un profondo percorso umano, artistico, spirituale che – partendo dall’analisi del sé – vede nel “segno” non un limite o un confine, ma un’apertura. Esso rappresenta infatti il punto di partenza di un itinerario, suddiviso in sezioni, che apre all’Altro (l’Uomo, con la sua Identità e con il richiamo al valore della Memoria), alla spiritualità (la Croce), al Mondo e ai Luoghi (le Mappe), alla Natura (il Leone), all’Operare (il Libro d’Artista), in una sorta di moderna declinazione dell’“Ora et labora”. Il “segno” diviene dunque “SEgno”, riflessione sul sé – che si manifesta e si apre all’alterità – immediatamente percepibile attraverso il linguaggio universale dell’arte."

 Luisella Dell’Acqua è artista milanese, formatasi presso la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano; ha sperimentato le tecniche incisorie presso gli Ateliers della Bottega del Tintoretto di Venezia, della Fondazione Federica Galli e dello stampatore varesino Roberto Giudici, frequentando i corsi della Fondazione Il Bisonte di Firenze (Centro Internazionale per lo Studio dell’Arte Grafica) e approfondendo la tecnica Hayter con Hector Saunier.

La mostra si compone di una sessantina di opere, realizzate dall’artista tra il 2013          e il 2020, tutte con la tecnica dell’incisione, tanto antica e importante quanto poco conosciuta, come spiega Claudia Corti, storica dell’arte: “Tra il momento in cui si accende la scintilla dell’ideazione e l’istante in cui la lastra emerge dai rulli del torchio, passa del tempo, a volte giorni, se non intere settimane; è un tempo lunghissimo in cui l’artista ha un rapporto fisico con la lastra, paragonabile forse solo a quello tra lo scultore e la materia plastica: la scalfisce, la graffia, la “morde” con l’acido, la carezza con l’inchiostro... È proprio questo aspetto che troppo spesso sfugge al pubblico, abituato a concepire come opera d’arte il solo prodotto finale, tela o scultura che sia, su cui l’artista ha lasciato il suo segno in maniera diretta e concreta; si fa fatica a comprendere come, nell’universo dell’incisione, il momento creativo non risiede  nella stampa finale, bensì nella preparazione della matrice che viene scavata in più tempi, nessuno dei quali uguale al precedente; sì, perché ad ogni graffio sulla matrice corrisponde un graffio alla propria coscienza di artista.”

 Conclude Giuseppe Cavalli, Responsabile del Museo della Stampa: “Molto spesso ci si dimentica che le incisioni sono la prima forma di arte dell’uomo: basti pensare alle incisioni rupestri che possiamo ammirare vicino a noi, in Val Camonica.

Dopo averla riscoperta nel Rinascimento, molti tra i più grandi artisti si sono cimentati nell’incisione nelle sue varie forme, i “Maestri” della fine del 1400 come Dürer, Correggio, Parmigianino e anche Botticelli si dedicò all’incisione, gliene furono infatti commissionate una trentina per illustrare la  Divina Commedia; nel 1600 Rembrandt e Van Dyck il Canaletto alla fine del 1600.
Nella Parigi degli anni ’30 nascono gli “esperimenti” di Hayter, ideatore di un metodo di incisione particolare, a colori, che vedremo applicato in alcune delle opere esposte,  ma anche le grafiche dei protagonisti dell'arte della fine degli anni ’50 e 60 fra Burri e Lucio Fontana.
Ringrazio Luisella per aver scelto anche il nostro Museo, come tappa nel viaggio intrapreso per far conoscere la sua arte, la sua voglia di scatenare emozioni e sensibilità. Fermandosi ad ammirare le sue opere si dimentica la vita frenetica che ci opprime e si torna a sognare”.
L’esposizione rimarrà aperta al pubblico fino al 19 giugno 2022 secondo gli orari del Museo della Stampa: dal Martedì al Venerdì dalle ore 10,00 alle ore 12,30, Sabato Domenica e Festivi dalle ore 10,00 alle 12,30 e dalle 14,30 alle 18,00; nei giorni feriali è possibile, su prenotazione, la visita anche il pomeriggio dalle 14,30 alle 17,30 telefonando allo 0374 83171 o scrivendo a: info@museostampasoncino.it.

 

Con il contributo di Fondazione Credito Bergamasco.

 

 

 

 

LABA Libera Accademia di Belle Arti
23 Aprile 8 maggio 2022
LABA Libera Accademia di Belle Arti

L’esposizione è inserita nell’ambito delle numerose iniziative dell’accademia LABA di Brescia.

In questa mostra, gli studenti dell’accademia LABA di Brescia, coordinati dai loro professori presentano elaborati prodotti nelle cattedre di pittura, architettura d’interni e design della decorazione, illustrazione e incisione. Sono esposti disegni, incisioni, monotipi, libri d’artista, oggetti e sculture, prodotti durante gli ultimi anni accademici. La mostra, in programma nel 2020, è dovuta restare in sospeso causa pandemia ma ora può concretizzarsi esponendo una serie di opere che rappresentano varie tipologie tecniche ed espressive. Tutto questo e teso, non solo a mostrare il lavoro intenso e proficuo svolto dagli studenti e dall’accademia stessa, ma a cercare un dialogo con i fruitori della mostra che troveranno esposte opere di varie e complesse tecniche e di molteplici poetiche. Il dialogo con le nuove generazioni di creativi che si formano in questi luoghi istituzionali è di fondamentale importanza per le società aperte, nelle quali troviamo il fondamento umano e culturale delle nostre comunità.

Autori:

Nikolina Adamovic, Sarah B., Luna Belotti, Elisa Bertocchi, Alessia Busnardo, Laura Cantarelli, Emma Forcella, Laura Monai, Agnese Oprandi, Mara Pascarella, Luca Passeri, Gabriele Poli, Eliana Renzi, Ilaria Roselli, Giulia Russo, Maria Fatima Taglialatela, Marta Tessaroli, Sara Vermi. Partecipano con un lavoro collettivo le classi A1, B1, C1 del corso di progettazione degli interni e della decorazione.

Scarica guida e mappa di Soncino
Scarica guida e mappa di Soncino

In ottemperanza alle direttive in merito al contenimento del contagio da COVID-19 non saranno distribuite mappe cartacee o brochure, ma potrete scaricare i materiali necessari alla visita sul vostro cellulare tramite QR Code o direttamente da qui.

TRACCE 3
DAL 30 Dicembre 2021 al 27 Marzo 2022
TRACCE 3

Napoleone tra storia e Memorie archivistiche

Mostra a cura di Ilaria Fiori

 

NESSUN LUOGO E' LONTANO
2 Aprile 2022
NESSUN LUOGO E' LONTANO

Con un titolo che rende omaggio allo scrittore statunitense Richard David Bach, la mostra NESSUN LUOGO È LONTANO è un viaggio e una selezione di opere d’arte promossa dall’Associazione Culturale Daphne e dal Curatore newyorchese Paul Cabezas. La mostra coinvolge artisti visivi che hanno contribuito alla realizzazione dell’esperienza. Le opere, in formato cartolina ad evocare il ricordo di un viaggio, attraverso un linguaggio sospeso tra la classicità delle tecniche di stampa artistica e un linguaggio contemporaneo, hanno come prerogativa l’utilizzo del segno, della pittura e del collage. Il progetto della mostra è rimasto fermo per mesi, in attesa del momento giusto per partire. Per arrivare a destinazione, l’arte diventa così passeggera nei cuori dei viaggiatori, gli artisti che, provenienti da varie città d’Italia, Austria, Costa Rica e Germania, comprendono a pieno il motivo del viaggio, il senso del verbo andare. L’anima del viaggiatore viene portata alla sua vera destinazione: capire che nessun luogo è lontano. La nostra Associazione si distingue per i suoi progetti internazionali che hanno l’obiettivo di promuovere il riconoscimento delle diversità culturali, incoraggiando contatti e scambi tra nazioni, popoli, culture e religioni diverse. Per questo, “Nessun luogo è lontano” non è solo il titolo di questa mostra ma un doveroso pensiero di solidarietà e profonda vicinanza al popolo Ucraino che in questo momento sta soffrendo, ribadendo il nostro rifiuto alla guerra come strumento di offesa alla libertà dei popoli e a tutte le forme di violenza verso ogni forma di vita. Inoltre il recente periodo dominato dalla pandemia ci ha improvvisamente isolato e bloccato nelle nostre case, ci ha costretto a riflettere sul modo in cui abbiamo vissuto fino ad ora ed a mettere in discussione anche quello che per noi erano punti fermi. Ecco una grande occasione che ci permette di renderci conto della diversa dimensione e potenza dell’arte, che può viaggiare non solo nelle tre dimensioni dello spazio ma anche in un tempo multidirezionale, mettendo in comunicazione persone e mondi diversi ed apparentemente lontani sia nello spazio che nel tempo, scoprendo inedite somiglianze e sintonie

TEATRO SOCIALE SORESINA
9 e 10 APRILE
TEATRO SOCIALE SORESINA
GIORNATE FAI DI PRIMAVERA
18 MARZO 2022
GIORNATE FAI DI PRIMAVERA

GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 2022
Sabato 26 e domenica 27 marzo 2022
Con Patrocinio di Provincia di Cremona, Comune di Soncino, Parco dell’Oglio Nord
Associazione Pro Loco di Soncino, Lions Club Soncino
Aperture a cura della Delegazione FAI di Crema
Programma e prenotazioni online su www.giornatefai.it
SABATO 26 E DOMENICA 27 MARZO 2022 A SONCINO (CR)
Con apertura dei seguenti siti
1. Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Via Francesco Galantino, 64, Soncino (CR)
Sabato 26 e domenica 27 marzo
ore 10:00-13:00 e 14:00-18:00
Alle ore 16 di domenica 27 marzo intervento speciale a cura del professor Mario Marubbi
Conservatore della Pinacoteca Ala Ponzone di Cremona
Prenotazioni in www.giornatefai.it
2. Chiesa ed ex convento domenicano di San Giacomo
Ingresso partecipanti esclusivamente presso
Piazza della Pieve, 4, Soncino (CR)
Sabato 26 e domenica 27 marzo
ore 10:00-13:00 e 14:00-17:30
Prenotazioni in www.giornatefai.it
3. Chiesa ed ex convento di San Paolo e Santa Caterina
e itinerario tra i mulini e gli impianti idraulici di Soncino
Ingresso e registrazione partecipanti esclusivamente presso
Via Borgo Sera, 49, Soncino (CR)
Sabato 26 e domenica 27 marzo
ore 10:00-13:00 e 14:00-18:00
Prenotazioni in www.giornatefai.it
4. Villa e giardino Cerioli
Via Bergamo (SS 498), 9 (Borgo San Martino), Soncino (CR)
Sabato 26 e domenica 27 marzo
ore 10:00-13:00 e 14:00-18:00
Prenotazioni in www.giornatefai.it
Obbligo Green Pass rafforzato e mascherina FFP2

MARCIA DELLA PACE
14 MARZO 2022
MARCIA DELLA PACE
FERNANDO GALASSI
12 Marzo - 27 Marzo 2022
FERNANDO GALASSI

Al Museo della Stampa di Soncino, provincia di Cremona, da 12 al 27 marzo 2022 sarà visitabile la mostra personale dell’artista Fernando Galassi. Segni e Colore.

Vengono esposte opere che raffigurano un’emozione intima del pittore, resa con sintonia armonica, come musica misteriosa. Colori e segni gestuali, che si sovrammettono su piani diversi a formare intrecci inesplicabili, come scribbles che si sommano.

Aggregazioni cromatico-segniche che confondono gli archetipi in una frammentazione non oggettiva, con perdita di realismo, una destrutturazione, una vera decostruzione segreta di tracce di memoria indelebile; forme astratte mentali, quasi illusione.

Per Galassi, infatti, “Creare significa poter sognare, sognare significa poter creare”, ed inoltre, “Poesia è un colore, poesia è un pensiero”.

La Vita e le Mostre

Fernando Galassi si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Firenze ed ivi ha conseguito la specializzazione in Oculistica.

Dalla fine degli anni Sessanta, si è dedicato anche all’arte contemporanea e classica, così come all’arte africana ed alla fotografia. Ha eseguito molte opere su carta e su tela, con soggetti dal figurativo all’astratto. Negli anni Settanta è stato ospitato per una personale di grafica presso la galleria AxA di Firenze.

Ha esposto recentemente le proprie opere in alcune importanti mostre personali:

-Biblioteca Civica, Palazzo Pretorio, presentazione di Luigi Paolo Finizio, Comune di Barberino di Mugello, 2014;

-Villa Vogel, Villa Strozzi, Comune di Firenze, presentazione di Luciano Lepri, 2014;

-Archivio di Stato Pistoia e Pescia, Biblioteca Fabroniana, Pistoia, presentazione di Sandra Marsini e Anna Agostini, 2015;

-Archivio di Stato di Pistoia e Pescia, Pescia, 2015;

-Palazzo della Corgna, presentazione di Luciano Lepri, Comune di Castiglione del Lago, Perugia, 2015;

-Palazzo Comunale di Casole d’Elsa, 2015;

-Biblioteca Civica Villa Amoretti, Comune di Torino, presentazione di Giancarlo Bassotti, 2015;

-Biblioteca Civica di Barberino di Mugello, Palazzo Pretorio, sala Vangi, 2016;

-Tre presentazioni di proprie opere al Giugno Musicale, Firenze, ”Careggi in musica”, 2016;

-Biblioteca Nova, Isolotto Firenze, Chiostro di Villa Vogel, Firenze, presentazione di Gabriella Cinti, 2017;

-Sassoferrato, presentazione a cura di Laura Cavasassi, 2018.

-Museo della Stampa, Centro Studi Stampatori Ebrei, Soncino (CR), a cura di Roberto Luciani, 2021.

A questo periodo risale il mio incontro con Fernando Galassi, tuttavia altri critici d’arte si sono interessati della sua pittura, tra questi Luciano Lepri, Sandra Marsini, Gabriella Cinti, Laura Cavasassi. La titolare della Galleria d’arte di Mantova, Arianna Sartori, nella rubrica ARTISTI OGGI della prestigiosa e storica rivista ARCHIVIO di dicembre 2021 (anno XXXIII, n. 10) ha delineato la figura di Galassi.

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Nelle opere esposte nel marzo 2022 nell’antologica Fernando Galassi. Segni e Colore al Museo della Stampa di Soncino, c’è un tema ricorrente assimilabile ad un momento onirico, ad una sorta di velatura dell’inconscio.

Non diversamente sembra poter interpretare il ricorrente modello delle sinuose linee colorate su cui l’artista basa la sua creativa produzione.

Linee che si contaminano reciprocamente in modo apparentemente casuale ma in realtà in un attento e voluto assemblaggio, consapevole espressione di una lunga ricerca che in parte lo avvicina a Mario Schifano.

Espressioni che si moltiplicano e s’impongono come tema dominante di una sinfonia dalla purezza aurorale; un misto di forma e radiosità, laddove l’aggregazione dei rapporti cromatici che si vengono a creare, atti certo a delineare la usuale forma modulare, ma anche ad ottenere maggiore luminosità, con i colori che si integrano a vicenda con effetti di forte brillantezza.

Si tratta di trame singolari realizzate con calibrati segni colorati che manifestano palesemente una organizzazione testuale e una propria peculiare coesione semantica.

In altre opere Galassi abbandona le linee per produrre “tarsie e incastri” dai colori vibranti che solo ad uno sguardo distratto potrebbero apparire dissonanti rispetto ai modelli precedentemente citati. La bellezza di questa produzione sta nella capacità del maestro di trasferire una sensazione di pace spirituale attraverso immagini solo apparentemente astratte, in grado di evocare l’atmosfera onirica e la spontaneità dell’espressionismo astratto, non priva di rimandi a Arshile Gorky.

I gialli intensi suggeriscono la luminosità del sole, i blu cobalto l’immagine tranquillizzante dell’acqua, si tratta di audaci realizzazioni concepibili attraverso captazioni mnemoniche e dal subconscio dove predomina un ordine di costruzione creato entro il margine preciso del foglio con la cosciente aderenza allo spirito di una morale iconografica ed estetica realizzata grazie alla meditazione appassionata della realtà.

Le opere assumono quindi l’accezione di autoriflessione e vaneggiamento, dove le linee difformemente colorate e i segni che attraversano la carta come espressivi bagliori sono l’emblema di un percorso interiore verso inquiete ed evocative forme pittoriche dove, pur in un linguaggio ritmico e seducente, in atmosfere chimeriche colme di sogno e poesia, si riscontra l’irrequieta visione del mondo di Fernando Galassi. (Roberto Luciani)

 

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Il Museo della Stampa e il Centro Studi Stampatori Ebrei Soncino

Secondo la tradizione la sede dell’antica stamperia della famiglia ebraica dei “Soncino” provenienti da Spira, città tedesca situata vicino Magonza, era nella tipica struttura a torre di via Lanfranco nel borgo fortificato. Nel 1488 vi fu stampata la prima Bibbia ebraica completa. Il continuatore della famiglia, Gershom Soncino, divenne il più grande stampatore ebraico di tutti i tempi.

Attualmente il responsabile del prestigioso Museo della Stampa è Giuseppe Cavalli, mentre la curatrice del Museo è Francesca Perotti. La struttura offre la possibilità di poter osservare gli strumenti e le attrezzature impiegate durante il procedimento della stampa a caratteri mobili, consentendo di ammirare esemplari di macchine da stampa e permettendo la visione di mostre temporanee dedicate all’arte incisoria.

Un torchio del XIX secolo permette di osservare le metodologie con cui venivano stampate le singole pagine. Inoltre, alcuni pannelli iconografici delineano la storia della stampa, dei torchi e dei caratteri mobili, rievocando quindi l’attività lavorativa nell’officina tipografica dei “Soncino” in tempi passati.

Conclusioni

Con la sua produzione Galassi ci consegna un universo sentimentale emotivamente intenso. La straordinaria e significativa trama di segni modulari e colorati manifesta chiaramente una organizzazione testuale, una propria peculiare compattezza semantica.

“Le righe gestuali di Fernando Galassi, a volte sono verticali, diritte, inclinate, spesso tracciate senza rigore con movimenti che la sua mano gli detta tutte le possibili interpretazioni e direzioni, segni che si dilatano nello spazio intorno al bianco come nella parete quando appare una luce improvvisa dove i gialli e i blu dominano un paesaggio astratto visto dall’alto di una collina, è come una mappa circondata da colori gaggianti che apre lo spazio interiore di un artista e lascia sognare l’osservatore lasciandogli un respiro in attesa di una pausa musicale” (Paolo Gubinelli).

L’opera di Galassi è con ogni evidenza un’arte evocativa dalle rigide o fluttuanti ondulazioni. L’esito pittorico è nel segno della ricerca e della lucida riflessione, nel peculiare linguaggio artistico che appare come degna esemplificazione del raggiungimento di un equilibrio pressoché perfetto tra il sentimento morale e il contenuto plastico dei quadri.

 

SLOW FOOD MERCATO DELLA TERRA
Domenica 6 Febbraio e Domenica 6 Marzo 2022 dalle 09.00 alle 17.00
SLOW FOOD MERCATO DELLA TERRA

MERCATO DELLA TERRA DI SONCINO l progetto del Mercato della Terra di Soncino è promosso proprio dalla Comunità Slow Food della Radice Amara di Soncino, dal Centro di Formazione Professionale e dalle condotte Slow Food di Cremona e Bassa Bresciana (quest’ultima cura anche l’organizzazione del Mercato della Terra di Padernello) con lo scopo di valorizzare l’alleanza fra produttori, cittadini e studenti del CFP per diffondere i principi di Slow Food ragionando su alcune parole chiave: “pranzi, amicizie, cultura ed economia locale” Oggi il progetto coinvolge circa 20 produttori che partecipano a rotazione nel corso dell’anno. Fra di essi sono presenti alcuni Presìdi Slow Food, dalle zone del cremonese, bresciano e bergamasco. Fra i prodotti in vendita lo zafferano, l’olio extravergine del lago di Garda, i salumi e i formaggi a latte crudo, miele, la pasta secca e fresca, l’ortofrutta e le conserve. Nei giorni della manifestazione, i prodotti del Mercato di Soncino sono anche i protagonisti del menu del pranzo organizzato in collaborazione con gli studenti del Centro di Formazione Professionale presso il Ristorante Didattico, aperto al pubblico. Soncino è facilmente raggiungibile sia in auto che con il servizio di trasporto pubblico, vista anche la vicinanza con la stazione dei treni. È disponibile un piccolo parcheggio antistante il Chiostro ed uno più capiente a 350 m. https://www.facebook.com/ilmercatodellaterradisoncino/ https://www.slowfoodcremonese.it/ Info e contatti Dove Soncino (CR), via F. Galantino 66, Chiostro dell’ex Convento delle Suore della sacra Famiglia Quando Ogni prima domenica del mese dalle 09.00 alle 17.00 Referente Andrea Brocchi Tel 3397208025 e-mail brocchiandrea260@gmail.com

Respiro DiVerso di Alessio Rosin
25 FEBBRAIO 2022
Respiro DiVerso di Alessio Rosin
GIORNATA DELLA MEMORIA 2022 La Storia del Ge. Guglielmo Barbò
29 Gennaio 2022
GIORNATA DELLA MEMORIA 2022 La Storia del Ge. Guglielmo Barbò

   Giornata della Memoria 2022 – Per non dimenticare la Shoah e le Deportazioni

 

Da Sabato 29 Gennaio a Domenica 13 Febbraio 2022, Ex Filanda Meroni – Soncino (CR)

 

 

Il 27 Gennaio verrà celebrata la Giornata della Memoria istituita dal Parlamento nel 2000,

data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

 

In occasione della ricorrenza, l’Associazione Pro loco - Museo della Stampa promuovono quattro appuntamenti:

 

 

Venerdì 28 Gennaio 2022 – Orzinuovi, Auditorium I.I.S. G. Cossali – riservato agli studenti

ore 10,30    Silvia Maria Rivetti “Il Gen. Guglielmo Barbò”

                   Giuseppe Cavalli “La Memoria della Shoah”

 

Sabato 29 gennaio, Soncino Sala Convegni dell’Ex Filanda Meroni – con la partecipazione                       

                                  degli alunni dell’ I.C. Giovanni XXXIII  Soncino
ore 10,00:  Silvia Maria Rivetti “Il Gen. Guglielmo Barbò”

       Giuseppe Cavalli “La Memoria della Shoah”

 

A seguire Ore 12,00 presso la Sala Mostre inaugurazione della Mostra:
                 "La Storia del Gen. Barbò"
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Sempre Sabato 25 Gennaio, alle ore 21 nella Sala Convegni dell’Ex Filanda Meroni

ore 21,00;  Silvia Maria Rivetti: “La Storia di mio nonno Gen. Guglielmo Barbò
                  Giuseppe CavalliLa memoria della Shoah

 

L'esposizione, organizzata da Silvia Maria Rivetti e Giuseppe Cavalli presenta foto, documentazione d’archivio e prime pagine di giornali che raccontano la storia di quei terribili anni e le vicende del Gen. Guglielmo Barbò con foto del carcere di San Vittore.

 

 

 

L’ 8 settembre del 1943 la firma dell’armistizio lasciò i Soldati italiani senza ordini e istruzioni operative. Moltissimi di loro non vollero aderire alla Repubblica Sociale italiana fra questi il Gen. Guglielmo Barbò; pluridecorato nella 1ma Guerra Mondiale e per essersi distinto nella campagna di Russia, e dal 1 aprile 1943 comandante della Scuola di Applicazione di Cavalleria di Pinerolo.

Il 12 settembre la Scuola passò sotto il comando tedesco ed egli, con tutto il personale militare, fu caricato su un treno per essere internato in Germania attraverso il Brennero.
Nella stessa notte riuscì a fuggire dal treno ed entrò nella resistenza piemontese. Catturato il 16 agosto 1944 e trasferito nel carcere di San Vittore a Milano, fu portato poi a Bolzano da dove, il 5 settembre, fu inviato, quale "detenuto politico", con il “Trasporto 81 al campo di concentramento di Flossenbürg in Germania. A causa delle durissime condizioni di detenzione morì il 14 dicembre dello stesso anno.
Sono esposte anche foto del Carcere di San Vittore e del Campo di Sterminio di Flossenbürg.

La Mostra rimarrà aperta al pubblico, a ingresso libero, fino al 13 Febbraio.
Dal Martedì alla Domenica dalle ore 10,00 alle 12,30- Sabato e Domenica anche il pomeriggio dalle 14,30 alle 17,00. Su prenotazione allo 0374-83171 o info@museostampasoncino.it anche nei giorni feriali dalle 14,30 alle 17,00.

Tutte le iniziative sono promosse dall’ Associazione Pro loco Museo della Stampa di Soncino,
dall’I.I.S. G.Cossali di Orzinuovi e dall’ I.C. Giovanni XXIII di Soncino

con il patrocinio del Comune di Soncino, della Provincia di Cremona, dell’ ANED, di Children of Selvino, Lions Soncino e della Fondazione Memoria della Deportazione

 

Il Giorno della Memoria rappresenta, per tutte le comunità, un’opportunità di incontro e una significativa esperienza educativa.

Un giorno che deve essere una presa di coscienza di ciò che l'uomo è stato capace di compiere e questo nella consapevolezza che dobbiamo fare tutto il possibile affinché non accada mai più.

 

“Gli avvenimenti dell’8 settembre sopraggiunsero di sorpresa provocando prima un senso di vivo disagio e poi una forte reazione in tutti noi che non volevamo a nessun costo abbandonare le popolazioni alle persecuzioni nazifasciste, giacché, abituati alla scuola della giustizia e della disciplina, ritenemmo ovvio rimanere ai nostri posti per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.”

Domenico Marcello, colonnello della Legione Carabinieri Reali di Padova.

ROBERTA PANCERA
4 DICEMBRE 2021
ROBERTA PANCERA

ROBERTA PANCERA

Nata a Brescia nel 1971, vive e lavora a Pavone del Mella (Bs).

Dopo il diploma conseguito al Liceo Artistico “B. Bembo” di Cremona, prosegue gli studi all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano conseguendo la laurea nel 1993. L'anno successivo si aggiudica una Borsa di studio estiva promossa dall'Accademia d'Ungheria di Roma a Eger in Ungheria, sul tema”Monument living houses” .

Negli anni 2004/2005 è stata allieva del Maestro Incisore Vladimiro Elvieri e da questo incontro sperimenta l’uso di nuove tecniche e nuovi materiali.  Nascono lavori d'incisione nei quali prediligerà l'utilizzo della puntasecca su lastra di plexiglass.

Spaziando tra le diverse tecniche pittoriche, nel corso degli anni è stata chiamata a realizzare opere murali in spazi pubblici e privati, eseguiti con la tecnica ad affresco e a graffito, nei comuni di Ragoli (TN), Strembo (TN), Pinzolo (TN), Mortaso (TN), Campi di Riva del Garda (TN), Manerbio (BS), Pavone del Mella (BS), S.Gervasio Bresciano (BS), Bassano Bresciano (BS), Sommo (PV).

Dagli anni '90 ad oggi ha partecipato a numerose esposizioni collettive, a biennali d'incisione e a diversi concorsi in Italia ed all'estero, aggiudicandosi premi e segnalazioni per le sue opere, oltre ad aver fatto diverse mostre personali sul territorio nazionale.
Attualmente concilia il lavoro d'artista con l'insegnamento di Arte e Immagine presso l'Istituto Comprensivo di Pralboino (Bs).

ROBERTA PANCERA

Nata a Brescia nel 1971, vive e lavora a Pavone del Mella (Bs).

Dopo il diploma conseguito al Liceo Artistico “B. Bembo” di Cremona, prosegue gli studi all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano conseguendo la laurea nel 1993. L'anno successivo si aggiudica una Borsa di studio estiva promossa dall'Accademia d'Ungheria di Roma a Eger in Ungheria, sul tema”Monument living houses” .

Negli anni 2004/2005 è stata allieva del Maestro Incisore Vladimiro Elvieri e da questo incontro sperimenta l’uso di nuove tecniche e nuovi materiali.  Nascono lavori d'incisione nei quali prediligerà l'utilizzo della puntasecca su lastra di plexiglass.

Spaziando tra le diverse tecniche pittoriche, nel corso degli anni è stata chiamata a realizzare opere murali in spazi pubblici e privati, eseguiti con la tecnica ad affresco e a graffito, nei comuni di Ragoli (TN), Strembo (TN), Pinzolo (TN), Mortaso (TN), Campi di Riva del Garda (TN), Manerbio (BS), Pavone del Mella (BS), S.Gervasio Bresciano (BS), Bassano Bresciano (BS), Sommo (PV).

Dagli anni '90 ad oggi ha partecipato a numerose esposizioni collettive, a biennali d'incisione e a diversi concorsi in Italia ed all'estero, aggiudicandosi premi e segnalazioni per le sue opere, oltre ad aver fatto diverse mostre personali sul territorio nazionale.

Attualmente concilia il lavoro d'artista con l'insegnamento di Arte e Immagine presso l'Istituto Comprensivo di Pralboino (Bs).

 

ROBERTA PANCERA

Nata a Brescia nel 1971, vive e lavora a Pavone del Mella (Bs).

Dopo il diploma conseguito al Liceo Artistico “B. Bembo” di Cremona, prosegue gli studi all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano conseguendo la laurea nel 1993. L'anno successivo si aggiudica una Borsa di studio estiva promossa dall'Accademia d'Ungheria di Roma a Eger in Ungheria, sul tema”Monument living houses” .

Negli anni 2004/2005 è stata allieva del Maestro Incisore Vladimiro Elvieri e da questo incontro sperimenta l’uso di nuove tecniche e nuovi materiali.  Nascono lavori d'incisione nei quali prediligerà l'utilizzo della puntasecca su lastra di plexiglass.

Spaziando tra le diverse tecniche pittoriche, nel corso degli anni è stata chiamata a realizzare opere murali in spazi pubblici e privati, eseguiti con la tecnica ad affresco e a graffito, nei comuni di Ragoli (TN), Strembo (TN), Pinzolo (TN), Mortaso (TN), Campi di Riva del Garda (TN), Manerbio (BS), Pavone del Mella (BS), S.Gervasio Bresciano (BS), Bassano Bresciano (BS), Sommo (PV).

Dagli anni '90 ad oggi ha partecipato a numerose esposizioni collettive, a biennali d'incisione e a diversi concorsi in Italia ed all'estero, aggiudicandosi premi e segnalazioni per le sue opere, oltre ad aver fatto diverse mostre personali sul territorio nazionale.

Attualmente concilia il lavoro d'artista con l'insegnamento di Arte e Immagine presso l'Istituto Comprensivo di Pralboino (Bs).

Vladimiro Elvieri – Maestro Incisore

Per secoli, il linguaggio dell’Incisione ha costituito la base per ogni sviluppo artistico, ha accompagnato le vicende storiche, e spesso anticipato temi e contenuti, grazie alla sua capacità di diffusione nei più ampi strati della popolazione. Parimenti, anche la ricerca tecnica si è evoluta nei secoli, e dopo la prima stagione della xilografia su legno, si è giunti, con l’invenzione del torchio calcografico, al periodo d’oro della tecnica a bulino, dalla seconda metà del Quattrocento alla metà del secolo successivo, passando poi alla tecnica dell’acquaforte, e cioè alla pratica dell’acidatura, a tutt’oggi la più diffusa tra gli incisori, e ad altri metodi calcografici diretti e indiretti, che hanno ampliato le possibilità espressive del mezzo incisorio, approdando, nel XX secolo, a una straordinaria fioritura di nuove esperienze, condotte soprattutto nei grandi atelier, fondando scuole e movimenti, ormai patrimonio della storia dell’arte e della cultura.

L’incisione possiede modi di conduzione che vanno dai più lenti e meditativi (ad es. il bulino) in cui è necessario un lungo tirocinio di apprendimento, a metodi nei quali la velocità di esecuzione fa parte dell’opera stessa; nel Novecento, sono tanti i sistemi inediti adottati dagli artisti, alla luce dei quali potremmo dire che ogni artista potrebbe inventarsi una diversa e più appropriata maniera per esprimere al meglio la propria poetica.

Tuttavia, l’incisione cosiddetta di “traduzione”, che per secoli ha avuto il merito di divulgare le immagini della storia dell’uomo, con opere sacre, profane, divulgative, scientifiche, architettoniche, pittoriche, ecc., soppiantata dall’avvento della litografia e poi soprattutto della fotografia, ha contraddistinto, agli occhi di molti, la stampa d’arte, svuotandola però di quei contenuti straordinari di unicità e d’invenzione, già peraltro largamente evidenziati nei secoli dai grandi maestri come Dürer, Rembrandt, Canaletto, Tiepolo, Piranesi, Picasso, Hayter, e tanti altri, relegandola, anche a causa di ottusi pregiudizi ottocenteschi perduranti fino ai giorni nostri, a mera riproduzione, senza una propria progettualità e sensibilità.

Di fatto, da quando l’incisione si è emancipata dai vincoli della “traduzione”, ha liberato le energie creative degli artisti, rendendosi un linguaggio pienamente autonomo, in grado di esprimere, attraverso la manualità e una prassi legata ai valori di una sensibilità corporea e di una alta artigianalità, oggi ingiustamente emarginati, persino nelle Accademie d’Arte, il pensiero individuale, e una ricchezza di significati raramente espressi con altri linguaggi.  

Incidere, oggi, nell’ambito di una società soggiogata dai nuovi sistemi tecnologici, non  in grado di opporsi alla sempre più massificante manipolazione delle coscienze, assume quindi il valore di un gesto rivoluzionario, di una riconquista della creatività e dell’immaginazione che rompono gli schemi degli ordini precostituiti, attraverso l’operare in profondità con gli strumenti (punte, rotelle, sgorbie, acidi ecc,) sulle materie (legno, metallo, plastiche ecc.), per far fluire, attraverso una ritrovata manualità, il pensiero che diventa realtà tangibile. Un gesto che ci rende protagonisti di noi stessi, per progettare un futuro degno dell’uomo e riscoprire i veri valori comunicativi.

Ecco ciò che leggo nelle incisioni di Roberta Pancera, che esprime la propria personalità con rara sensibilità e una chiarezza d’immagini che scaturiscono da una tecnica sopraffina come la “puntasecca su plexiglas”, in cui ogni errore, ogni ripensamento permane sulla lastra, e per mezzo della quale, l’autrice si interroga su una umanità che cerca un senso al proprio esistere, i suoi personaggi si intersecano su piani e prospettive utopistiche , ma sempre alla ricerca di una unità e di una meta comune, nel tentativo di costruire un mondo ideale, per vincere insieme le difficoltà e il dolore. Per Lei, la punta d’acciaio che scava la dura materia, è essenzialmente un modo ancestrale per fermare il proprio tempo; l’arte incisoria non è un passatempo ma una estrema necessità di cercare la bellezza, che impegna profondamente lo spirito. 

Una preziosa testimonianza da condividere.                                                                           Vladimiro Elvieri 2021  

PAOLO GUBINELLI OPERE SU CARTA Omaggio a Piero Manzoni
30 Ottobre 2021
PAOLO GUBINELLI OPERE SU CARTA Omaggio a Piero Manzoni

Considerazioni sull’arte di Paolo Gubinelli 

Paolo Bolpagni 

Portare sensatamente un contributo critico sull’opera di Paolo Gubinelli non è semplice, e per certi versi può apparire quasi temerario, considerando che hanno scritto di lui molti dei massimi esegeti dell’arte italiana contemporanea, da Lara-Vinca Masini a Giulio Carlo Argan, da Enrico Crispolti a Luciano Caramel, da Paolo Fossati a Giovanni Maria Accame, da Pierre Restany a Cesare Vivaldi, da Carlo Belloli a Fabrizio D’Amico, da Bruno Corà a Claudio Cerritelli, da Giorgio Cortenova a Tommaso Trini.

 

Insomma, Gubinelli è stato analizzato, posto nel giusto risalto, compreso e inserito a pieno titolo nell’alveo degli sviluppi delle arti visive aniconiche della seconda metà del XX secolo e poi dei primi due decenni del XXI. Uno degli esercizi tipici di chi voglia inquadrare l’attività e la vicenda creativa di un pittore consiste nel rinvenire ascendenze, individuare “parentele” formali o espressive, inserirlo in una “sequenza”. Si tratta di un’operazione necessaria e utile, perché consente con maggiore agevolezza il passaggio dalla critica alla storia. È più difficile, infatti, che gli isolati – ossia coloro che sono classificabili a stento, che sfuggono o si sottraggono a un’indagine di questo tipo – siano acquisiti dalla sintesi del racconto retrospettivo (così come, all’opposto, quelli che sono fin troppo amalgamati in una tendenza o in uno stile, quasi da confondersi con essi e smarrire la propria individualità). D’altro canto, nulla mi distoglierà mai dall’idea che, essendo l’individuo, nella sua unicità, irriducibile a qualsivoglia generalizzazione, in qualunque chiave e prospettiva essa sia (siamo tutti diversi, c’è poco da controbattere!), anche nell’àmbito artistico, pur nell’ovvia esigenza di stabilire linee di connessione e sviluppo, di ravvisare rapporti e scambi, di elaborare una “tassonomia” entro la complessità fenomenologica delle manifestazioni espressive e formali, resti il problema della comprensione piena e autentica della personalità del singolo. Anzi, volendo portare alle estreme conseguenze il ragionamento, si potrebbe giungere alla conclusione che l’opera stessa sia un unicum, e che discettare sulla globale produzione di un artista, o anche soltanto su un ciclo o su una serie di lavori, rischi di non centrare l’obiettivo di una perfetta intellezione del suo quid più profondo e genuino.

 

Gli interrogativi metodologici che mi rivolgo non sono certo originali: basterebbe por mente a Walter Benjamin e alle riflessioni sul concetto di “critica” come “completamento” dell’opera ed “esperimento” su di essa, per ammutolire e riscoprirsi epigonali pensatori di pensieri già pensati. Tuttavia è pur vero che si tratta di domande non più così comuni, in una realtà di studi spesso appiattiti in maniera banale su questioni irrilevanti o secondarie, quasi sempre d’importazione statunitense (dalla dialettica fra modernismo e anti-modernismo ai gender studies), supinamente accolte da chi dovrebbe semmai attingere a ben altre radici e fonti di riflessione critica, europee e in special modo italiane e francesi, e da queste ripartire per lo sviluppo di un metodo sensato di analisi ed ermeneusi.

 

 

 

Mi si perdoni dunque l’inattualità di questa premessa teorica, che è sgorgata spontanea dalla meditazione sull’opera di Paolo Gubinelli, in particolare dei suoi lavori realizzati con tratti graffiti sulla carta mediante l’utilizzo di lame, con colori in polvere, con acquerelli, con piegature del supporto, con frottages, con scavi nel polistirolo, e inoltre dei rilievi su ceramica, su porcellana e su vetro, delle incisioni su plexiglas, fino alla dimensione dell’installazione ambientale. La varietà tipologica è ampia, ma non frastornante, perché consente di cogliere, allo sguardo di chi sia educato al saper vedere, una continuità di ricorrenze formali e di intenzionalità e forsanche attitudini psicologiche ad esse sottese (sulle quali, però, sarebbe arbitrario e un po’ presuntuoso pronunciarsi).

 A costruire il campo dell’immagine è il segno: un segno sottile e spesso irregolare, che ha trovato nella dinamica della scalfittura il proprio modo precipuo d’estrinsecarsi. Non lo ritengo emblema o metafora di una ferita, il che sarebbe troppo scontato, bensì di una ricerca di esprit de finesse, che si appalesa in una scrittura che è un personalissimo linguaggio, un sistema di forme simboliche da decodificare con pazienza ed esercizio. In questo lessico troviamo strutture di linee pressoché parallele, simili a frammenti di tetragrammi o pentagrammi (privi però di note: il riferimento alla grafia musicale sarebbe estrinseco), segmenti che si incrociano – creando angoli ottusi e acuti – in sequenze di reticolati, segni ondulati e curvi in dialettico dialogo con queste, diagonali o pseudo-diagonali, fasci di rette che attraversano l’intero campo visivo dell’opera, talvolta rastremate, raggruppamenti irregolari, punti singoli e autonomi o organizzati in successioni. In alcuni casi è la sola configurazione lineare a determinare la manifestazione fenomenica del lavoro di Gubinelli, in una monocromia bianca che in realtà è apparente, giacché i graffi e le incisioni provocano comunque chiaroscuri e quindi gradazioni di grigi, mostrando una sensibilità dell’artista per le facoltà insieme “costruttive” e poetiche della luce. Là dove è impiegato il colore, la sua funzione è, per così dire, contrappuntistica rispetto al segno, alla stregua che, in una fuga, il controsoggetto, o meglio il divertimento, nell’accezione di transizione fra esposizioni e/o riesposizioni del tema. Ciò non significa certo che esso costituisca un dato esornativo o secondario; anzi, quando compare, diventa un fattore significante ed essenziale nell’economia dell’opera, nell’equilibrio degli elementi, arrivando addirittura a esserne il fulcro, il centro calamitante. Accade anche che sia utilizzato in chiave lirico-espressiva, evocativa, oppure, soprattutto nei rilievi in ceramica, associato a determinate forme geometriche.

 

Immancabilmente, quale che sia il trattamento delle componenti visive, nonché il ricorso ad alcune piuttosto che ad altre, in combinazioni anche assai variate, con evidente gusto del ritmo e della concinnitas, la sottigliezza di Paolo Gubinelli emerge come una qualità caratteristica di una maniera davvero personale di fare arte, che si colloca al di là e di fuori da tendenze precise, fermo restando l’ovvio presupposto della lezione degli astrattisti degli anni dai Dieci ai Trenta, di Lucio Fontana e degli Spazialisti.

 (Botticino Sera, 3 gennaio 2019) 

Direttore, Fondazione Centro Studi Ragghianti, Lucca

GIORGIO FERRARI
15 OTTOBRE 2021
GIORGIO FERRARI

Presentazione del libro

una Storia (non) solo Mia
Introduce: Alessio Rosin
Presta la voce: Massimo Lanfredi

 

SAGRA DELLE RADICI
24 OTTOBRE 2021
SAGRA DELLE RADICI

Domenica 24 Ottobre a Soncino (CR) si svolgerà la 55° Sagra delle Radici

L’associazione Pro loco ha deciso di confermare la manifestazione più importante di Soncino, per dare un segnale di ripresa dopo un periodo non facile per commercianti e artigiani. 

La sagra ha come protagonista una delle eccellenze gastronomiche del territorio: la Radice Amara.

 

Dalle ore 10 si potrà passeggiare tra stand espositivi di prodotti della terra, eno-gastronomici, artigianali e commerciali, si potranno ammirare le opere di pittori ed artisti e saranno allestiti stand per la  promozione delle attività delle associazioni culturali, di volontariato e delle scuole.

 

In Piazza Garibaldi ci sarà il Punto Ristoro allestito dall'Associazione Pro loco, in cui verranno serviti piatti di radici, panini con la salamina, patatine fritte, mostarda e torrone.

E’ necessaria la PRENOTAZIONE al numero 0374.84883 o tramite mail a info@prolocosoncino.it

La Sagra delle Radici, inoltre, è un'occasione per visitare Soncino, cittadina annoverata tra i Borghi più belli d’Italia.

 Particolare attenzione sarà prestata a tutte le misure di sicurezza per ostacolare la diffusione del Covid-19.

 Per informazioni:

Tel. 0374/84883 - www.prolocosoncino.it - info@prolocosoncino.it - FB Associazione Pro loco Soncino

LA FIABA DI MATTEO
9 OTTOBRE 2021
LA FIABA DI MATTEO

"LA FIABA DI MATTEO"

Bullismo, depressione e rinascita. 

Matteo Belgio è un giovane poeta che, grazie ai suoi versi, ha vinto la depressione causata dalle violenze psicologiche del bullismo.

A causa del bullismo, Matteo ha abbandonato gli studi, vissuto anni difficili ed è stato quasi vicino ad un punto di non ritorno. Per anni ha raccontato i suoi drammi e i suoi sogni in versi tenuti nel cassetto.

Poi un giorno.... la pubblicazione del suo primo libro. Questa è stata per lui non solo una rivincita, ma un trampolino verso una nuova vita: visibilità sui social, interviste, Tv, Radio, un film, articoli sui giornali, primi posti nelle classifiche online, incontro con intellettuali virtuosi e ripresa degli studi abbandonati.

Artefici di questa rinascita tante persone buone, autori sensibili, modelli di vita speciali.

La FIABA DI MATTEO è oggi un incontro per adolescenti, genitori ed educatori che pur partendo da una storia triste, vuole parlare di vita, vittoria, speranza, rinascita, bellezza, crescita personale.

All'incontro partecipano gli "ANGELI DI MATTEO" ovvero autori/mentori che portano spunti di crescita e dialogo molto interessanti.

Proposta di svolgimento dell'incontro:

PARTE UNO - IL BULLISMO E LA DEPRESSIONE

. Matteo e la sua storia: BULLISMO

PARTE DUE - IL BULLISMO (DATI, VITA REALE, LEGISLAZIONE)

  • Lettura di una poesia
  • AVVOCATO MARIA PROCOPIO - Il Bullismo aspetti legali. Avvocata molto preparata che combatte le ingiustizie, si occupa oltre che di bullismo anche di diritti degli animali, nota blogger.
  • Videopoesia in musica.
  • NICOLA BERGAMASCHI Edizioni “WE” - narrazioni su bullismo e criminalità giovanile con possibile excursus sulla sua carriera e i suoi successi (ha indagato su omicidi, prostituzione, ecc...), è noto personaggio televisivo.

PARTE TRE - RINASCITA

  • IRENE MILANESI - L'adolescenza (rinascita) - - giovane autrice ventenne che ha deciso di pubblicare il suo libro grazie all'esempio di MATTEO (anche Irene racconta una storia di rinascita e rivincita) dopo eventi che hanno fortemente impattato sulla sua vita.
GIORNATA EUROPEA CULTURA EBRAICA
10 OTTOBRE 2021
GIORNATA EUROPEA CULTURA EBRAICA

 Giornata Europea Cultura Ebraica 2021 

L’incontro si svolgerà presso la Sala del Consiglio del Comune di Soncino, in virtù dell’importanza dell’evento, alla presenza di autorità locali, provinciali e della stampa e verrà trasmesso in diretta Facebook sul portale del Museo  @museostampasoncino 

Programma: 

Ore 10,00 Saluto alle autorità presentazione dei relatori

A seguire: 

Gershom da Soncino a Rimini:  dialogo tra città
Dagli esordi al tramonto dell’attività tipografica in Italia
Francesca Perotti Conservatrice Museo Stampa 

L’ebraismo “invisibile” in Italia attraverso alcune tradizioni locali
Usi e tradizioni ebraiche diventati poi usi e costumi di alcune zone d’Italia,
Elena Lea Bartolini De Angeli 

Le tappe del dialogo tra Cristiani ed Ebrei in Italia dopo la Shoah’.
Francesco Capretti prof.dialogo Ebrei Cristiani 

The meeting will be held in the Council Room of the Town Hall, for the importance of the event,  with the participation of local and provincial authorities and the press and it will be transmitted online on Facebbok on the page of the Museum  @museostampasoncino

Program:

 

Gershom from Soncino to Rimini:  dialogue between cities
From the beginnings to the end of the typographic activity in Italy.
Francesca Perotti, curator of the Museum

The “invisible” Judaism in Italy through some local traditions.
Uses and Jewish traditions then become uses and habits of some Italian areas
Elena Lea Bartolini De Angeli

The phases of dialogue between the Christians and the Jews in Italy after the Shoah.
Francesco Capretti teacher Dialogue Jews-Christians

MANUELA BEDESCHI
25 SETTEMBRE 2021
MANUELA BEDESCHI

Stay tuned: a Soncino, le immagini, le opere luminose, le vetrate squillanti di accensioni cromatiche - nell’antica torre che ospita il Museo della stampa/centro studi stampatori ebrei - portano in alto. Ogni step, ogni sguardo, ogni opera diventa indicazione perfetta per ascendere a una dimensione onirica. Di piano in piano i gradini dell’antico torrione si trasformano in una vera scala verso il cielo: il sogno diventa così la chiave di lettura di un intervento artistico in cui ogni senso può essere svelato e tutto può essere guardato, pensato e ascoltato. È come se si aprisse una porta magica che permette di riflettere, analizzare, capire, e continuare a scoprire l’infinita strada da percorrere. Stay Tuned: questa mostra specialissima richiede dunque un’attività immaginativa supplementare: le opere trasformano l’intero contesto in un viaggio fatto di scoperte capaci di far uscire dalla realtà, perché agli sguardi del visitatore, tra continui interrogativi, tutto si propone come uno stimolo alla fantasia e alla curiosità. Stay Tuned. I neon accesi di colori saturi, di parole incastonate negli antichi spazi del Museo rendono tangibile qualcosa che, per definizione, senza supporto e materializzazione, resterebbe labile e volatile: il linguaggio verbale, col suo bagaglio lessicale, necessita infatti della parola scritta. A tutto ciò rimanda una sorta di truism luminoso (per dirlo alla maniera di Jenny Holzer) che recita Scripta manent. Appunto. Stay Tuned: Manuela Bedeschi ha collocato dunque i suoi neon all’interno delle finestre dell’antica casa torre del secondo quattrocento, appartenuta ai Soncino, e li ha resi due volte leggibili: dall’interno e dall’esterno. Le opere sono scritte al neon, con parole da vecchi esistenzialisti post concettuali: vola, sogna, segno… Guarda, pensa, ascolta: la prima sala del museo, accanto all’antico torchio ligneo, presenta operazioni ispirate, che rimandano ad esplorazioni in anfratti espressivi, scandagliati con una caparbietà estetica che ancora produce effetti fecondi nei loro riverberi di luce e di senso. Bellezza delle parole, reminiscenza di un’operazione che rimanda a Colui che, quando volle creare il mondo, guardò la Torah, parola per parola: e il mondo fu. E dunque ecco che «in principio era la parola»: perché la parola, di per sé, crea, stupisce, muove, ed è energia di trasformazione e cambiamento. Le opere/moniti di Manuela sono infatti consigli per un’etica dell’amore del pianeta e del prossimo. Imperativi per un’arte che chiede ai materiali raggianti e radiosi, dunque a materiali estranei alla tradizione - ma comuni a una pratica del contemporaneo che da Lucio Fontana porta a Bruce Nauman (e solo per fare due nomi) - di tramutarsi in fonte di meraviglia e di emozionante stupore, grazie anche a un lessico essenziale e affascinante come quello suggerito da Panta rei. Le scatole luminose creano dunque strutture sceniche che si muovono sulle vibrazioni luministiche del materiale di partenza, il neon, che, nei suoi riflessi, offre alle parole una consistenza fluida e fluttuante, capace qui di comunicare più della carta. Le vetrate, fatte di carte veline colorate, si accendono invece, al secondo piano della dimora dei Soncino, grazie alla luce che filtra dalle finestre, come accadeva (e accade) nelle vetrate gotiche. Entrano qui in gioco un'installazione e una strutturazione dello spazio che trovano nella carta il necessario e dovuto confronto/omaggio alla tradizione del museo della stampa. Sfilano davanti a noi note speciali di una messa in scena in cui la sensibilità femminile supera la razionalità dello spazio e della tecnica per addentrarsi negli orizzonti della poesia. Il museo dunque si è ora trasformato in un ambiente onirico, abitato da presenze e frequenze elettromagnetiche guizzanti: ci si muove in una sorta di acquario vivente, abitato da lunghezze d’onda danzanti. Stay tuned. Si procede ancora. E alla fine, in un buio corridoio, le scatole luminose della Bedeschi si accendono di una esplosiva sostanza eversiva: deflagrano nella struttura museale. La loro luce e la capacità di appropriarsi e trasformare lo spazio creano forze, di volta in volta, centripete e centrifughe, che, nella loro instabilità, delineano il destino stesso delle forme, la loro vitalità, la loro imprevedibilità, il fascino di un messaggio intrecciato di senso e di bellezza. Lo scintillio vibratile dei riflessi dei neon dematerializza le pareti e dà forma alla materia dei sogni: materia biblica per eccellenza. Lampeggia, dappertutto, una risacca di parole che sanno di avvertimento, di necessità di “riparazione del mondo”. Paura, tensione, desiderio, sono affidate a messaggi di luce, diventano un memento mori che trova, nella materia della contemporaneità, un raro e raffinato strumento di meditazione, dove all’armonica interrelazione col museo è affidata una dimensione da intervento site-specific. Gianfranco Ferlisi

60° CONCORSO DI PITTURA F. GALANTINO
29 LUGLIO 2021 - 13 SETTEMBRE 2021
60° CONCORSO DI PITTURA F. GALANTINO
LUCIANO PEA
01-05-2021 - 30-05-2021 - 30-05-2021
LUCIANO PEA

Luciano Pea

Si è formato all ‘Accademia di Belle Arti di Brera. Docente di incisione e tecniche pittoriche alla Libera Accademia di Belle Arti (L.A.B.A) di Brescia. Attivo con esposizioni in ambito nazionale dalla fine degli anni ’80. Ha partecipato a esposizioni e manifestazioni internazionali, fornisce contributi artistici per eventi culturali. Numerose pubblicazioni di opere su cataloghi e libri d’arte. Nasce a Gottolengo (Bs) il 31.03.1961, vive a Brescia in via F. Carini, 4, studio via Agostino Gallo 5.

VALERIA ROSSINI
7 AGOSTO 2021
VALERIA ROSSINI

Sabato 7 Agosto, alle ore 17.30, presso il Museo della Stampa di Soncino si svolgerà l’inaugurazione della mostra intitolata Grafica ed illustrazione nell’editoria italiana tra fine Ottocento ed inizio Novecento. L’idea è quella di accompagnare il visitatore attraverso un viaggio di riscoperta di quella parte dell’editoria contemporanea spesso poco valorizzata, sebbene ricca dal punto di vista, non solo contenutistico, ma anche artistico.

 La mostra, curata dalla Dott.ssa Valeria Rossini, responsabile del patrimonio librario, e da Giuseppe Cavalli, consigliere della Pro Loco con delega al museo, nasce dal salvataggio e recupero di materiale librario di vario genere. Essa si inserisce nel progetto culturale portato avanti dal Museo della Stampa di Soncino da oltre trent’anni: valorizzare e promuovere l’arte tipografica, dalla sua invenzione, a metà XV secolo, arrivando quasi ai nostri giorni, con particolare attenzione ai tipografi ebrei Soncino ed agli incunabuli e cinquecentine da loro prodotte. In questo caso viene affrontato un periodo storico non troppo lontano da noi, ma che, per le tecniche e la grafica utilizzata, ci riporta alla cura del dettaglio ed all’illustrazione dei tempi antichi.

 Nella mostra sono presentati quasi tutti i generi editoriali del periodo, dalle opere di maggior valore economico ed artistico alle collane più popolari. Attraverso le incisioni di Gustave Doré e del suo amico/rivale Yan’ Dargent (Jean-Édouard Dargent) ci si immerge nel fortunato filone editoriale dei grandi libri illustrati, che hanno abbellito le librerie delle famiglie più abbienti a cavallo dei due secoli; si passa poi alle collane dai prezzi contenuti, sebbene con copertine curate, tra cui quelle della prolifica casa editrice Sonzogno, ed ai testi scientifici. Una sezione a parte è, infine, dedicata all’editoria musicale, dominata quasi esclusivamente dalla Ricordi, con una prevalenza di libretti e spartiti di opere liriche, assai in voga all’epoca, anche tra le classi popolari.

Le trenta opere sono accompagnate da brevi didascalie che permettono al visitatore di comprendere la finalità della mostra: procedere per un’analisi estetica dei libri, senza tralasciare alcuni importanti informazioni in merito alle case editrici che li hanno prodotti.
L’esposizione sarà visitabile presso il Museo della stampa di Soncino, in via Lanfranco 6/8, dal 7 al 22 Agosto negli orari di apertura: dal martedì al venerdì dalle ore 10 alle 12.30, sabato e domenica anche al pomeriggio dalle 14:30 alle 18 (aperture pomeridiane in settimana su prenotazione al numero 0373/83171 o tramite mail a info@museostampasoncino.it).

MARIA ZANOLLI
5 GIUGNO 2021 - 3 LUGLIO 2021
MARIA ZANOLLI

Brescia, 14 maggio 2021. Come una partitura tra pensiero, poesia, elementi naturali, immagini, segno e sogno, Fuoriverso, poetry of fragility frammenti di un tempo sospeso, è l'universo narrativo della ricerca poetica di Maria Zanolli. Frammenti di poesie, parole, elementi della natura, i versi escono dalle pagine dei libri e dialogano con le visioni che li hanno ispirati. Il racconto poetico dell'autrice bresciana, da tempo impegnata in una ricerca tra natura, parola e immagine, arriva al Museo della stampa di Soncino dal 5 giugno al 4 luglio con un'esposizione che tenta di ricucire poeticamente i fili di questi tempi complessi. In mostra una trentina di lavori, poesie, incisioni calcografiche, cianotipie, collage di carta e stoffa immergono il lettore/spettatore in un viaggio in cui è possibile attraversare il tempo fragile e sospeso in cui viviamo e ricostruire una possibile mappa. Non è un caso che proprio la natura e la sua “voce' sia l'origine e l'orizzonte di Fuoriverso: è il mondo a chiedercelo, a dirci che qualcosa si è rotto e che è necessario fare un passo indietro, se c'è ancora tempo, tornare laddove tutto nasce, altrimenti vivremo nel caos di un universo fluttuante e instabile.

All'inaugurazione - in programma per sabato 5 giugno alle 17.30 - ci sarà una lettura di poesie a cura dell'autricenaccompagnata dalle corde del Sarod, liuto indiano, suonato dal musicista bresciano Paolo Camisani. Paolo Camisani, Manerbio, 1980, musicista e compositore inizia lo studio musicale nel 1996 come chitarrista. Il suo percorso di crescita varia tra diversi generi e lo porta a studiare con importanti maestri tra cui il chitarrista Riccardo Zappa. La sua evoluzione continua, poi, nel 2012 con l'incontro del Sarod, liuto della tradizione classica indiana del nord Hindustan. Inizia così gli studi con il maestro Riccardo Battaglia con cui parte per l'India dove studia con il guru Pradeep Barot, importante esponente della Mahiar, uno degli stili di riferimento della tradizione classica indiana

BIOGRAFIA

Maria Zanolli, Brescia, 1981 è autrice, giornalista, ama la natura e il cammino. Ha conseguito la laurea triennale in Scienze della Comunicazione a Milano e la laurea specialistica in Giornalismo ed Editoria a Verona. Progetta e conduce laboratori di poesia per adulti e bambini e sperimenta l'incontro tra poesia e arte. È ideatrice dell'iniziativa Leggiamo Poesia, incontri di lettura condivisa per vivere insieme il piacere della poesia, e Cammino e Poesia. Sue poesie sono pubblicate su riviste e antologie di riferimento della poesia italiana. La Misura del vuoto, L'Erudita 2020, è il suo ultimo libro. È volontaria dell'associazione Equipark dove si occupa della cura degli asini e organizza iniziative intorno alla natura e al trekking. Sta frequentando un corso di formazione per diventare Guida Ambientale naturalistica Escursionistica.

www.mariazanilli.com

SALVATORE ATTANANSIO
28 Agosto 19 Settembre
SALVATORE ATTANANSIO

COMUNICATO STAMPA “CASTELLI, FANTASMI, LEGGENDE” A SONCINO L’EVENTO “Castelli, Fantasmi, Leggende” non una mostra ma un ciclo di mostre programmate con un dettagliato Progetto presentato all’interno del sito www.castelli-fantasmi-leggende.it insieme alle immagini dei castelli, date degli eventi e tutte le info a riguardo. Il Progetto iniziato nel settembre 2019 continua dunque il suo percorso. Dopo le mostre nei castelli di Padernello e di Gorzone, è la volta della mostra-evento dal 28 agosto a Soncino, nel Museo della Stampa. Il Progetto proseguirà fino al 2023, anno in cui l’evento sarà ospitato a Brescia e Bergamo nel programma degli Eventi per Brescia e Bergamo Capitali della Cultura. LA MOSTRA: DESCRIZIONE Inizialmente solo la mostra inaugurale del ciclo, quella di Padernello, era prevista come mostra dedicata ad un solo Castello. Dall’Evento di Soncino invece le fotografie illustreranno fatti e storie tratti dalle leggende di più Castelli. Ecco che i visitatori potranno emozionarsi davanti alle immagini ispirate da storie o leggende diverse. Per ora rivivremo le vicende di Padernello e Gorzone di cui alcune immagini sono ospitate nella “Sala delle Stampe”. Scopriremo invece le inedite immagini che si ispirano alla “Leggenda delle due Torri”, la delicatissima dolce struggente storia ambientata intorno alla Rocca di Soncino, che Anna Martinenghi ha concepito, proposte nella “Sala del Torchio a Stella”. Per meglio comprendere la lettura delle immagini di quest’ultima leggenda si consiglia di leggere la “Leggenda delle Due Torri” al link www.castelli-fantasmi-leggende.it/soncino_la_leggenda_delle_due_torri.html Le stampe, in grande formato, realizzate con tecnica fineart in rigoroso bianconero, esposte in cornici retroilluminate, racconteranno ai visitatori la triste storia di Nives e Valente, complice e testimone la Rocca di Soncino. INFO & RIFERIMENTI Inaugurazione sabato 28 agosto 2021 alle ore 17, Museo della Stampa, via Lanfranco, 6. Chiusura domenica 19 settembre 2021. aperto da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 12.30 sabato e festivi dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.00. Info alle mail: info@museostampasoncino.it - info@prolocosoncino.it Info e prenotazioni: 0374.83.171 - 0374.84.883

Giornata della Memoria 2021
Da Mercoledì 27 Gennaio 2021
Giornata della Memoria 2021

In occasione della ricorrenza del Giorno della Memoria e a seguito delle direttive in merito all'emergenza sanitaria, l’Associazione Pro loco Soncino e il Museo della Stampa promuovono i seguenti eventi fruibili online:

INTERVENTO MUSICALE degli "OISAVAR QUARTET": Cecilia, Giovanni, Filippo, Giacomo e il padre Marco Ravasio suoneranno musiche di J. S. Bach, G. F. Handel , T. Albinoni, P. Casals, E. Morricone e N. Piovani.
L'esibizione sarà disponibile e visibile sul sito www.museostampasoncino.it dal 27 Gennaio

CONVEGNOSabato 30 Gennaio alle ore 10, in diretta sulla pagina Facebook Museo della Stampa - Centro Studi Stampatori Ebrei Soncino.
Interverranno:
-Cavalli Giuseppe: "Il Ricordo della Shoah"
- Prof. Capretti Francesco: "Negare la Memoria"
- Bloisi Giovanni, Il Ciclista della Memoria: "In Viaggio verso Auschwitz"

All’incontro saranno collegati tramite un link dedicato gli Studenti dell’Istituto G.Cossali di Orzinuovi e dell’Istituo Comprensivo Giovanni XXIII di Soncino.

Sito
Pagina Facebook

 

GIORGIO FERRARI
15 OTTOBRE 2021
GIORGIO FERRARI

Presentazione del libro

una Storia (non) solo Mia

Introduce: Alessio Rosin
Presta la voce: Massimo Lanfredi

 

2 LUGLIUO 2022
MATTEO SALVATTI

MATTEO SALVATTI

 

Nasce a Orzinuovi nel 1982.

Maturità scientifica e laurea in storia dell’arte (110/110) e in storia delle religioni (110/110). Vive in Franciacorta. Vincitore di premi letterari nazionali, è editore e fondatore della casa editrice Omnia, giornalista, direttore di testate giornalistiche e fin da giovanissimo ha collaborato con riviste nazionali: da Donna Moderna al mensile di Famiglia Cristiana Jesus, al Timone. E’ autore di libri presentati e recensiti in tutta Italia. L’ultimo, di poche settimane fa, con Sugarco: “Ci tenevo a precisare”. I suoi aforismi sono stati inseriti dal “Corriere della Sera” nella rubrica degli autori più rappresentativi del ‘900.

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Lunedì 09 Marzo 2020
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